9Jul

IL CORAGGIO DI SCEGLIERE adolescenti che si approcciano al mondo delle possibilità

by Eliana Fieniin Pensieri 0 Comment(s)

L’ adolescenza è il periodo delle scelte, basti pensare a quella della scuola superiore, alla compagnia da frequentare, a come organizzare gli hobby del tempo libero ecc…

Su che base quindi si fondano i criteri per fare una buona scelta?

 

50/60 anni fa il rapporto tra madre e figlio era basato sul fare e sull’agire. Qualora il figlio non portava a termine dei compiti e rispettava delle regole, c’era la punizione. Il futuro del figlio era poi deciso già in origine dai genitori che ritenevano utile facesse quel determinato lavoro.

Oggi la prospettiva è cambiata: il rapporto genitori-figli non è più improntato sul fare ma sull’ascolto. Il bambino fin da piccolo non è una tabula rasa su cui appiccicare i propri desideri e aspirazioni ma un essere vivente che ha già dei desideri e delle aspirazioni da interpretare. Quindi la madre sceglie per il proprio figlio l’asilo, la scuola, lo sport che possa aiutarlo ad esprimersi al meglio. Attraverso queste attività lui conosce il suo vero sé. Il genitore assume quindi un ruolo importantissimo: favorire la scoperta di sé. Fa questo spingendo il figlio verso la crescita e l’autonomia e imparando a stabilire buone relazioni con il mondo. L’obiettivo non è chiudersi ma aprirsi alla relazione con l’altro, per capire qualcosa in più di sè.

I criteri per effettuare una buona scelta relativa al proprio futuro, sono diversi a seconda dell’adolescente, ma hanno come denominatore comune la calma e il pensiero. Molte scelte vengono fatte di fretta, ci si butta sulla prima cosa di impulso, senza riflettere e pensare anche a possibili alternative e senza valutare le conseguenze. Es: ragazzi che si sono innamorati del pc, magari grazie ai videogiochi, e hanno deciso che da grandi faranno gli informatici. Sanno che esiste una scuola di periti informatici e si iscrivono lì senza pensarci troppo, senza valutare le materie di indirizzo e i risvolti professionali.

Quindi il compito dei genitori in questa fase è facilitare il pensiero e il ragionamento evitando di dare risposte preconfezionate ai ragazzi.

I ragazzi ascoltano i consigli e le ipotesi degli adulti se non sentono la pretesa di metterli in atto.

L’adolescente può aver già delle proprie ipotesi, soluzioni e dobbiamo accettare che potrebbero essere anche valide, spesso capita ci si opponga perché non è quello he avevamo nella testa per lui.  I genitori magari pensavano ad un futuro diverso, magari che realizzasse i loro sogni, proprio quelli che non sono riusciti a realizzare e che ora pesano sul loro futuro.

 

Pietropolli Charmet, psicoterapeuta che tanto ha scritto sull’adolescenza, afferma che gli adolescenti di oggi vivono in un periodo storico importante: non devono più fare i conti con i sentimenti di colpa e la paura del castigo, non c’è più il vecchio e minaccioso super-io ma devono fare rapportarsi con le aspettative di successo e riconoscimento del proprio valore. Hanno una vasta gamma di possibili scelte e devono trovare attraverso il pensiero e la riflessione, quella che permetta loro di sperimentare di avere un valore, di avere delle competenze. Quindi le loro ipotesi non vanno messe da parte ma considerate, da lì si parte, ci si informa, si rintracciano le possibili implicazioni che comporta una determinata scelta.

Patologie particolari come quelle dei disturbi alimentari, hanno alla base una vergogna. La ragazza dimagrisce non perché si sente in colpa, ma perché incolpa il proprio corpo di farla vergognare, con il proprio corpo sente di non poter raggiungere delle aspettative di successo (nel gruppo, nella scuola, nelle amicizie, nel futuro). Quando succede questo (ragazzo teme di non avere capacità, bellezza…) pensa che sarà difficile portare avanti il proprio progetto e quindi è incapace di vedere il futuro ed è relegato ad un eterno presente, senza sbocchi e capacità di trasformazione. E allora se hanno difficoltà con questi temi cancellano qualsiasi richiesta di impegno prestazione che abbia racchiusa in sè la logica del domani e vivono solo l’oggi. Se non c’è futuro non c’è da occuparsi di niente, non ci sono ipotesi di scelta e implicazioni. Si ha a che fare con l’identico, la morte del futuro e l’eternalizzazione del presente.

 

Il fatto che molti adulti non sperino e non abbiano grandi progetti può essere normale e non è un fatto preoccupante: si è arrivati ad un punto della propria vita per cui è possibile organizzarsi anche nel presente, senza avere molti pensieri per il futuro; ma per un adolescente perdere la speranza è un lutto troppo grave. Quindi gli adulti e la famiglia devono dare speranza per il futuro.

La crisi economica in cui siamo ci potrebbe far pensare ad assenza di speranza.

Perché non presentarla come l’occasione di prendere in mano la propria vita, il destino del pianeta?!? Questa è la vera provocazione. Ciò non vuol dire presentare a questi adolescenti, adulti di domani, un mondo idilliaco e fantasioso ma bensì, aiutarli a partecipare al cambiamento.

Non si può scappare difronte a questo passaggio: l’adolescente ha un’importante missione scegliere chi vuole essere oggi e diventare domani, proprio perché è il suo turno e tocca a lui!

E non sono soli. Ci sono degli adulti. Il filosofo, Joseph Joubert, afferma infatti che “I giovani hanno bisogno più di esempi che di critiche”.

 

Dott.ssa psicologa Eliana Fieni

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